lunedì 25 luglio 2016

Gonna o Pantalone?

Innanzitutto vorrei aprire questo post ringraziando tutti coloro che ci hanno seguito e che continuano a farlo: abbiamo superato le 6000 visualizzazioni!!!


Ed ora veniamo al dilemma di ogni donna nel momento in cui deve decidere cosa indossare: gonna o pantalone?
Per poter scegliere senza sbagliare e per capire quali sono le tendenze del momento perchè non guardare i capi presentati durante la TFW2016?
Eccovi alcuni modelli di pantalone presentati dagli stilisti:


Dress Me Ducht e Evgenia Elkind
Jehsel Lau e Niente Paura

Dominano i modelli a vita alta...


Alberto Audenino
Bekka











 

Bekka
Hansel Gretel
Lapi


Marika Guida

Aline Sanches
Aline Sanches



















Marika Guida

Ma per chi vuole sono presenti ancora dei modelli a vita bassa, segno che questa moda non è ancora del tutto svanita.


Marika Guida
Tirez Vous Les Files e Sopraleidee















I pantaloni non rientrano nel vostro stile? 
Moltissime sono le gonne presentate durante la TFW2016:


Elle Ignis
Amatista

















Arabella Isca, Niente Paura e Giulia Savino

Lunghe, corte, ampie o più aderenti, ci sono modelli per tutti i gusti.
Anche in questo caso, però, la vita alta è un must!!

Arabella Isca, Niente Paura e Giulia Savino
Dellara Couture


Ghimells

Maya Charbin
Jehsel Lau e Niente Paura


Maya Charbin

Alberto Audenino
Born in Berlin


Hansel Gretel
Hansel Gretel
Lapi
 


Lapi

Aline Sanches
Jehsel Lau e Niente Paura



















Quale stile vi ha fatto venire l'acquolina in bocca?

mercoledì 13 luglio 2016

Ma tu, compri in negozio o dal cellulare?



I dati di Demandware parlano chiaramente: gli acquisti online hanno preso piede ed i numeri non fanno che aumentare:
Cito:
“Il settore dell’abbigliamento nell’eCommerce ha registrato un aumento del 25% dei carrelli e una crescita del 24% degli ordini a livello globale. Questi i dati dello Shopping Index relativi al primo trimestre del 2016 rilasciati da Demandware, azienda leader globale nelle soluzioni cloud commerce per le imprese di moda, lusso, bellezza e food.” (fonte: iPress, link: http://www.ipresslive.it/comunicates/3842/cresce-il-settore-moda-nellecommerce-a-livello-globale)

Tutto questo induce a riflessioni commerciali sì, ma anche sociali; da una parte, le aziende sono incoraggiate ad aprire le proprie vendite sul web da innegabili vantaggi: una finestra immediatamente aperta sulla nuova collezione, minori costi sul personale, pagamenti praticamente sempre garantiti a buon fine, monitoraggio costante del magazzino ed eventuale modifica in tempo reale delle linee di produzione secondo i desideri del mercato, per citarne alcuni.
Dall'altra, il consumatore non è più costretto ad aspettare i servizi delle riviste di moda per dare un'occhiata alla produzione del proprio stilista preferito, né deve sottostare agli orari dei punti vendita; con la vita frenetica che tutti abbiamo, un gran bel vantaggio. Io stessa sono una grande fruitrice del mercato online: spesso infatti è l'unica via per ordinare libri o indumenti senza impazzire per incastrare la visita in negozio tra un impegno e l'altro (tenendo conto che la mia battaglia personale in questo mondo è quella contro le aperture domenicali e festive dei centri commerciali).




Stavo riflettendo su questi aspetti quando però, senza preavviso, mi ha colpita un pensiero che non ho potuto mettere a tacere: siamo sicuri che tutto questo online sia esclusivamente un bene per la nostra società, e che invece non nasconda dei "buchi neri" che non è bello ammettere?
Quanti di noi sanno che i punti vendita vengono costantemente monitorati in termini di numero scontrini, pezzi venduti a scontrino, incasso contro numero ingressi in negozio? Ebbene sì signore, quelle specie di servi muti che stanno ai lati degli ingressi dei negozi, non sono solamente dei controllori di quello che "inavvertitamente scivola" nelle borse di chi distrattamente porta via un articolo senza prima passare dalla cassa, ma servono anche al conteggio degli ingressi effettuati in un punto vendita.

Però, le aziende come possono pensare che le commesse riescano a tenere alte le vendite se sulla vetrina del negozio una vetrofania recita "compra anche online su
www.questonegozio.com"? Come possono aspettarsi le stesse performances di 10 anni fa, se non viene incentivata la vendita nei negozi?
E noi consumatrici, perché abbiamo così massicciamente rivolto la nostra attenzione al mercato del web? Non amiamo più fare shopping con calma, magari assistite da esperti venditori? La qualità del personale di vendita è così calata negli ultimi anni, o siamo noi che ci riteniamo così esperte da preferire la grande distribuzione, senza commessi che facciano domande, o addirittura da comprare sui siti internet, senza alcun contatto interpersonale?

 E ancora mi chiedo: quando eravamo bambine e con le nostre madri andavamo nei negozi dove signore e signori eleganti e profumati mostravano con orgoglio i prodotti esposti nel loro negozio, non era forse bello? Le nostre mamme non avevano forse capito che il tempo di qualità era anche quello dedicato agli acquisti per se stesse? Non sarà che forse noi con la costante presenza del lavoro a tempo pieno, la palestra e i social, abbiamo perso il gusto di una chiacchierata provando un vestito o un pantalone? Abbiamo così poco tempo libero che clicchiamo dal cellulare per non aspettare neppure di essere a casa davanti al pc per riflettere sull’acquisto e cliccare con la freccetta del mouse sull’icona “Invia”?









Voi, cosa ne pensate?










immagini tratte da http://www.8womendream.com, http://www.quickcite.it, http://it.123rf.com. 


martedì 12 luglio 2016

La seta, la moda e il museo Ettore Fico: una storia d'amore



La storia della moda, anche a Torino, è strettamente legata ad una materia particolare e amatissima da stilisti e fashion designer. Ma anche amatissima da noi. La seta.

Quello che vi raccontiamo è un progetto che lega la seta a Torino, Torino alla moda e la moda a quello che alle volte è: l'arte.

Alla seta è, infatti, dedicato un progetto che vede di nuovo prendere vita l'abbinamento fra Torino e la moda. 

Si tratta di 'VeRve / 100 / seta', un progetto che è la prima tappa di 'DREAMERS, visioni e progetti di moda contemporanea', ospitato dal più contemporaneo dei musei torinesi, l'Ettore Fico e curato da Ludovica Gallo Orsi e Barbara Casalaspro.

Andiamo con ordine. Dal 5 luglio scorso, e fino al 22 di questo mese, VeRve lancia la la raccolta di 100 capi in seta, usati o inutilizzati, che saranno trasformati in opere d'arte 'indossabili'. Le opere saranno esposte dal 6 al 9 ottobre al museo Ettore Fico, durante la mostra evento che va sotto il titolo di DREAMERS. 


Insomma, moda contemporanea in un museo contemporaneo, ma ottenuta attraverso il riuso e la revitalizzazione di capi già esistenti, attraverso una materia, la seta, sulla quale di potrebbe scrivere un romanzo... 
Ah già, lo ha già scritto il torinesissimo Baricco.

I capi che saranno raccolti saranno affidati a Sergio Perrero ricercatore, artista, da oltre 20 anni sperimentatore e trasformatore di materie, antesignano del riuso ecologico-etico artistico. 


Attraverso l’arte e la lavorazione manuale, il suo intervento offrirà ai capi una seconda vita, restituendo loro un valore che avrà la suggestione del pezzo unico, esclusivo e senza tempo. 

La cosa davvero divertente è che i proprietari dei capi potranno 'ricomprarli', al prezzo simbolico di 40 euro, trovandosi così a poter indossare un'opera d'arte.



martedì 5 luglio 2016

Timer e ripensamenti




Quando si è adulte, con una carriera e magari una famiglia che conta su di noi, i sogni spesso si mettono nel cassetto.
Ogni tanto si torna ad aprire quel cassetto, si respira un po' di quell'aria sognante, il cui profumo avevamo dimenticato a forza di lasciarla star lì, e poi si torna alle solite occupazioni.

Il nostro sogno è la moda.

Cristina e io ci siamo conosciute proprio parlando di moda e così, quando ha saputo della settimana della moda a Torino, ha chiamato subito me; si era inventata il blog di Moda in Turin, e alla proposta di scriverlo con lei ho detto sì immediatamente: conoscete un modo migliore di occuparsi di quella che è da sempre la propria passione?
Con noi, Elena: giovanissima, piena di risorse, è la fotografa e bozzettista del trio.

Un unico neo: come faremo a portare avanti un tale impegno, con le vite che abbiamo? Cristina ha la risposta anche a questo dilemma: ovvio, facciamo un blog "col timer"! Il tempo di arrivare alla fine delle sfilate e stop, si torna alla vita normale.
In una parola: perfetto.

Man mano però che gli eventi di avvicinamento alla settimana della moda si succedevano e noi conoscevamo un po' più da vicino questo mondo, l'idea di fermarsi andava via via sbiadendo nelle nostre menti, e adesso che abbiamo conosciuto Marina, Manuela, Massiel, Roberto e tanti altri artisti ed i loro lavori, il pensiero di "staccare la spina" e lasciar suonare il timer si è fatto più doloroso.
E quindi?, vi chiederete.

E quindi quando domenica sera, dopo la sfilata di Walter Dang e la sua emozione, dopo una settimana ubriacante di spettacolo, caldo, stanchezza e corse, sorrisi e battute con gli stilisti, davanti ad un piatto di linguine agli scampi Cristina ha posto la cruciale domanda: "Signore, che si fa?", Elena ed io non abbiamo avuto dubbi: si continua!
Perciò ecco, questo post è un post sui ripensamenti. Per ora, il timer lo useremo solo in cucina, per torte ed arrosti; per ora, i nostri sogni non torneranno nel cassetto: abbiamo ancora energia per goderceli un po' e per tenervi compagnia, se vi va.



P.S.: un grazie di cuore a Barbara Odetto e Claudio Azzolini... grazie a loro il nostro sogno è uscito dal cassetto, si è sgranchito le gambe ed ha cominciato a correre! :)

TFW 2016. Walter Dang: Tijuana. Ushuaia 22.782

Tijuana. Ushuaia 22.782 è il nome della collezione autunno inverno 2016/2017 firmata Walter Dang.
Ci è stata presentata alla conclusione dell'ultima serata della Torino Fashion Week.
Questa collezione è nata in seguito ad un viaggio lungo 22.782 km che parte da Tijuana, città di confine a nord del Messico, e arriva a Ushuaia, nella punta più a sud dell'Argentina.
Walter Dang ci racconta questo viaggio con i colori, i tessuti e le linee dei suoi abiti.

 
 








Noi ve li mostriamo nelle nostre fotografie, buon viaggio! 













Dopo aver visto questa collezione a me è già venuta voglia di partire. 
E a voi?